Dimmi il tuo logo e ti dirò chi sei

Come valorizzare il proprio brand online e conquistare clienti


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Può sembrare banale e scontato ma scegliere un logo adatto alla propria attività non è così semplice. In realtà, quando si decide di avviare un business, per molti non è una priorità focalizzarsi sull’immagine, sui caratteri e sullo stile che il logo dovrebbe avere; invece, è importantissimo sceglierne uno che caratterizzi l’impresa e i suoi valori, soprattutto oggi che online e sui social esistono decine, se non centinaia, di aziende simili alla nostra.

Per costruire il brand occorre pensare anche ai più piccoli dettagli grafici, a tutto ciò che può fare la differenza rispetto a un’azienda che qualitativamente si posiziona sul nostro standard.

Che cos’è il logo? Che cos’è il brand?



Il logo è l’insieme e la combinazione di elementi grafici, immagini e testi, che costituiscono il simbolo che identifica l’azienda. Il logo, insieme ad altri elementi, contribuisce a costruire il brand.

Il brand, infatti, è formato anche dagli elementi comunicativi, come gli slogan per esempio, dagli elementi di valore e dalle premesse che creano l’aspettativa di un’esperienza unica e indispensabile.

Quando si avvia un’attività, è necessario rispondere a due domande fondamentali:

“Cosa posso offrire?” e “Chi è l’interlocutore?”. Questo perché, a sua volta, il potenziale cliente, quando cerca online, si chiede: “Perché dovrei scegliere te?”.

Ecco perché le aziende hanno inventato un costrutto comunicativo che identifica e rappresenta un prodotto o un servizio: il brand. Tutti gli elementi che ne fanno parte, perciò, contribuiscono a suscitare, da un lato, un insieme di emozioni e percezioni nel consumatore o nel potenziale acquirente, e, dall’altro, creano degli elementi non tangibili che motivano una persona ad azioni non spontanee, percepite però come indispensabili. In definitiva, il brand ci spinge a desiderare un prodotto o un servizio di cui non solo non abbiamo realmente bisogno, ma a cui non pensavamo nemmeno prima di vederlo.

Creare un brand unico e originale significa entrare nella vita quotidiana della gente, nella sfera personale dei gusti e delle preferenze, senza intermediari, costruendo un universo di significati legati al nostro prodotto.

La difficoltà di tutto ciò sta nel fatto che oggi la presenza online diventa indispensabile ma, allo stesso tempo, non siamo gli unici a definire la nostra reputazione; qualcun altro, infatti, può parlare di noi anche se non siamo presenti, può contribuire alla costruzione della nostra reputazione sul web.


Scegliamo il nostro business. Lo definiamo. Avviamo l’impresa. Scegliamo su quali valori puntare. Indirizziamo i nostri sforzi nel pubblicizzarli. Ci avvaliamo del logo, degli slogan, e di tutti gli elementi grafici e non che ci vengono in aiuto. Pubblichiamo contenuti online e sulle nostre pagine social.

E poi?

Le pagine Facebook, Instagram, Pinterest sono ottime vetrine per le imprese di qualsiasi tipo; sono i social che la maggior parte della gente utilizza quando fa una pausa e prende in mano lo smartphone ma sono anche gli strumenti con cui la reputazione di un’azienda si definisce, nel bene e nel male.

Cosa conta di più? Il talento o saper comunicare il talento?

Per prima cosa, bisogna analizzare i nostri punti di forza e imparare a comunicarli.

Basta digitare su Google il nome di un’ attività ed ecco apparire una serie di risultati: in pratica, siamo chi il web dice che siamo. È assurdo per certi versi ma è una dura verità; ecco perché, per capire se le nostre scelte di sponsorizzazione online sono corrette, occorre ricercare se stessi sul web e analizzare i risultati.

L’Ego-Surfing

I risultati della nostra ricerca possono generare quattro situazioni:


- la nostra professionalità viene confermata


- sulla nostra azienda non c’è nessun contenuto


- non esiste una precisa identificazione: i motori di ricerca e i social non fanno capire chi siamo oppure i contenuti sono slegati tra loro


- i commenti sono negativi e la nostra immagine risulta non professionale.


L’importanza di trovare un modo unico di comunicare i propri valori è fondamentale per raggiungere gli interlocutori giusti anche fuori dal web. Per farlo, è necessario definire in primo luogo la propria identità, poi l’insieme dei valori che vogliamo trasmettere con il nostro lavoro e, infine, far emergere il nostro talento nel mare di aziende che operano nel nostro settore.


La personalità e la percezione


La prima cosa da fare è scegliere un nome evocativo, qualcosa che identifichi immediatamente il nostro business, e pensare alle tre caratteristiche principali dell’azienda: saranno quelle su cui puntare per costruire la reputazione online e, parallelamente, pubblicare contenuti pertinenti.

Ogni caratteristica deve perciò avere una parola chiave ed è necessario avere sempre pronta una descrizione della nostra attività di cinque o sei righe al massimo– tornerà utile in molte situazioni e farà risparmiare un sacco di tempo - . Infine, è necessario che anche il logo sia evocativo e che l’immagine e i caratteri che scegliamo siano coerenti e in armonia con tutto il resto: il linguaggio non verbale, infatti, costituisce la maggior parte della comunicazione che generiamo, e un font piuttosto che una linea possono dire molto della nostra impresa.

Tutto ciò ci renderà immediatamente riconoscibili, ma non basta. I colori, i nostri slogan, il nostro modo di pubblicare contenuti devono attirare l’ acquirente e far sì che si ricordi di noi: per farlo, devono trasmettere un’emozione.


Il racconto di sé online


Lo Storytelling è l’arte di raccontare una storia emozionando l’interlocutore attraverso la narrazione. Con l’empatia, si costruisce un universo narrativo grazie al quale il potenziale cliente si sente più vicino alla nostra azienda e, conseguentemente, al nostro prodotto.

Banalmente, è ciò che succede quando al supermercato la famiglia media acquista la pasta Barilla o i bambini vogliono i Ringo a merenda: si riconoscono nella famiglia tipo della pubblicità di una e nei ragazzini che giocano a calcio dell’altra.

Anche senza rendercene conto, ci sentiamo più affini con alcuni universi di significati che gli slogan e le pubblicità costruiscono e acquistiamo proprio i prodotti che li simboleggiano. La qualità, la garanzia, la bontà di questo o quel tipo di biscotto, di una o dell’ altra marca di smartphone, non ci vengono solo detti ma evocati attraverso la descrizione di una situazione, attraverso il racconto di una storia.

Pubblicando contenuti online e sponsorizzando i prodotti sui social, definiamo la narrazione della nostra impresa: ecco perché ogni frase che accompagna le immagini, ogni promozione, deve essere in linea con i valori che vogliamo trasmettere. La narrazione deve essere perciò coerente, verosimile, empatica, deve suscitare

un’ emozione in chi guarda o ascolta e, infine, dovrebbe essere inclusiva, di modo che il potenziale cliente senta che ciò che raccontiamo e vendiamo è familiare.

Il mix di tutti questi elementi avvicina il cliente a noi, ai nostri prodotti e al nostro modo di fare business; per questo, è fondamentale che lo storytelling online sia lo stesso offline.

Quando il cliente entra in negozio, dovrebbe ritrovare gli stessi valori che i contenuti online raccontano, e ovviamente, le stesse qualità e genuinità che descriviamo nelle promozioni, per far sì che il racconto di sé online e offline continuino a integrarsi, creando così un insieme di persone che si riconoscono nel nostro modo di fare business e che, a loro volta, lo raccontano ad altri potenziali clienti.


Come farsi trovare sul web


Abbiamo cercato come ci vedono i clienti sul web; in base a ciò che abbiamo scoperto, abbiamo lavorato sulla percezione dell’impresa e sul racconto di come nascono i nostri prodotti e della nostra filosofia: non resta che farsi trovare dai clienti.

Le promozioni dei prodotti devono essere in linea con i valori che trasmettiamo; ecco perché, per incontrare gli acquirenti dove sono più ricettivi, occorre scegliere le giuste piattaforme. Per esempio, se vogliamo pubblicizzare una torta o una monoporzione nuova, le immagini sono protagoniste, perciò Instagram potrebbe fare al caso nostro; se invece dobbiamo informare i clienti o dare qualche avviso, Facebook è più indicato.

È importante scegliere tre piattaforme al massimo su cui sponsorizzare il nostro brand, per evitare di essere ridondanti, e di confondere le informazioni, mantenendo la coerenza che mostra la nostra professionalità. Inoltre, i contenuti online vanno continuamente seguiti e aggiornati, e più piattaforme gestiamo, più sarà difficile farlo.


In definitiva, appare chiaro come la comunicazione online e quella offline siano un circolo di informazioni che si alimentano vicendevolmente e, pertanto, gli acquirenti online che non vediamo, devono essere coccolati e seguiti esattamente come i clienti che entrano in negozio, per far sì che questi ultimi aumentino di giorno in giorno e il nostro brand sia sempre di più sinonimo di qualità e di tutti i valori che abbiamo scelto di trasmettere.