I LABORATORI APERTI PER UN GESTO DI SOLIDARIETÀ

15 Marzo 2020, LA STAMPA

Sarah Scaparone

Nel buio di queste notti si sono accese luci speciali: quelle dei pasticceri che da ieri hanno riaperto i loro laboratori. Succede a Torino e Cuneo dove una cinquantina di artigiani ha deciso di rimboccarsi le maniche e preparare le colazioni per medici, infermieri e operatori di ospedali, Croce Rossa e Protezione Civile. Al richiamo #aiutiamochiciaiuta che si diffonde sui social, una fitta rete di solidarietà sta rispondendo all'emergenza del Covid-19 coinvolgendo professionisti che mettono tempo e materie prime per regalare sorrisi e provare ad alleggerire le giornate di chi è in prima linea. Oltre ai presidi ospedalieri di Mondovì, Cuneo, Alba, Pinerolo e Torino (Amedeo di Savoia, Don Bosco, Cto, Regina Margherita e Maria Vittoria) da oggi aggiungono anche il Martini, in città, e gli Ospedali di Chieri e di Settimo Torinese: «Manca ancora-spiega il vicepresidente di Ascom Torino, Giovanni Dell'Agnese - qualcuno che aiuti nelle zone di Asti, Alessandria e nel Nord Piemonte, mentre dalla Valle d'Aosta alcuni pasticcieri hanno già ade- rito e si stanno organizzando per donare i loro prodotti a Protezione Civile, Croce Rossa e all'Ospedale Parini». Insomma, preparare brioche, croissant e torte da forno è un modo per dire grazie, ma anche per far sapere che il personale ospedaliero non è solo. «Ho delle zie infermiere spiega Simone Salerno della Pasticceria Chocolat di Gassino da cui è partita l'iniziativa- Vedendo turni e il loro lavoro estremo mi sono sentito dovere di fare qualcosa per provare ad aiutare queste persone nell'unico modo che conosco, donando i miei prodotti». E l'onda partita dai dolci è diventata così grande che, nel giro di ventiquattr'ore, ha coinvolto negozianti e commercianti pronti ad aiutare gli operatori sanitari. Insieme a loro c'è anche il Centro Agro Alimentare di Torino, impegnato per coordinare la fornitura e distribuzione di prodotti in favore del personale medico e paramedico, con la totale adesione da parte dell'associazione dei grossisti Apgo. È come se mondo del cibo locale abbia deciso di combattere a fronte unito questa battaglia, adottando simbolicamente singole realtà a cui fornire supporto. È il caso di Bricks Pop Tapas Pizza che continua a sfornare pizze sospese a fronte di donazioni a Specchio dei Tempi per l'Amedeo di Savoia e le Molinette. Da ieri sera la sua cucina è diventata però quartier generale di una ventina di cuochi locali che si alterneranno per preparare piatti sospesi con lo stesso obiettivo. Il via è stato dato da Massimiliano Prete, mentre oggi si prosegue con il risotto toma ed erbette di Lorenzo Careggio, lunedì con la parmigiana di Carmelo Damiano, martedì con la pizza in pala di Enrico Murdocco, mercoledì con le lasagne di Claudi Fraschini e via discorrendo. «Vogliamo dare continuità e non lasciare soli gli operatori», spiega Ricatto, titolare di Bricks. Nel frattempo c'è chi pensa al fronte dei più poveri: «Stiamo chiamando a raccolta ristoratori e produttori: sappiamo che ci sono richieste di cibo e di pasti caldi da parte della Comunità di Sant'Egidio e della Mensa dei Poveri del Convento di Sant'Antonio da Padova, aiutateci ad aiutare» dice Oliviero fiduciario Slow Food.-

 

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